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<p>Pubblicato dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea il rapporto "<a href="https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/handle/JRC126319?fbclid=IwAR05IL1ZP5bsmhMvufyYXuyNBVPe1s0pNsEPlvvmnHp6mqsSaaw9sThws-0" rel="alternate"><strong>INSPIRE - A Public Sector Contribution to the European Green Deal Data Space</strong></a>" sullo <strong>stato dell'arte</strong> dell'infrastruttura, le <strong>lezioni apprese</strong> in 14 anni di implementazione della Direttiva e una <strong>visione</strong> per il futuro di <a href="https://inspire.ec.europa.eu/" rel="alternate"><strong>INSPIRE</strong></a> come contributo del settore pubblico al nuovo spazio di dati del Green Deal.</p>
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<p>L'obiettivo del rapporto, infatti, è duplice. In primo luogo, vengono riassunti i <strong>principali sviluppi della SDI (Spatial Data Infrastructure) paneuropea di INSPIRE</strong> avvenuti finora dal punto di vista tecnico e organizzativo, descrivendo l'attuale stato di attuazione attraverso molteplici dimensioni: disponibilità dei dati, approcci di governance, stack tecnologico disponibile, influenza e ruolo degli organismi di normazione e sviluppo della comunità. Ciò precede una valutazione critica di ciò che ha e non ha funzionato bene nello sviluppo dell'infrastruttura.</p>
<p>Sulla base di tali lezioni apprese, nella seconda parte del rapporto viene offerta una <strong>visione per l'evoluzione futura della SDI INSPIRE</strong> avendo in mente un orizzonte da cinque a dieci anni. Questa visione ambiziosa prende in considerazione l'attuale contesto politico dell'UE e le tendenze tecnologiche dirompenti che portano nuove fonti di dati, attori, standard e architetture come nuovi protagonisti nel campo della condivisione (geospaziale) dei dati. La visione è strutturata intorno a un insieme di azioni legali, organizzative e tecnologiche, che sono ampiamente estensibili a qualsiasi 'SDI policy-driven'.</p>
<p>La conclusione chiave del rapporto è che è auspicabile che le SDI tradizionali evolvano <strong>da strutture complesse e altamente specializzate a strutture più sostenibili, flessibili e agili ecosistemi di dati,</strong> abbassando il livello di accesso ai non specialisti e accogliendo una maggiore partecipazione da parti interessate meno tradizionali (ad esempio comunità di software open source, organismi di standardizzazione e primi utilizzatori) in aggiunta ai fornitori di dati e agli utenti.</p>
<p>Concretamente, a livello europeo ciò evidenzia la necessità di semplificare e modernizzare il quadro tecnologico di INSPIRE e di stabilire una struttura di governance distribuita a più livelli.</p>
<p>Nel rapporto è stato incluso anche il contributo di <a href="https://www.agid.gov.it/" rel="alternate"><strong>AgID</strong></a> sull'impatto e il ruolo di INSPIRE nell'organizzazione e nelle proprie attività.</p>