Skip to main content

Seguici su

Classificazione sismica dei comuni italiani 2020 (RNDT-Dataset) - Versione 2.0


Informazioni sui Metadati
Identificatore del File: PCM:000084:20121031:110300
Lingua dei Metadati: Italiano
Set di caratteri dei Metadati: utf8
Id file precedente: PCM:000084:20121031:110300
Livello gerarchico: Dataset
Nome Livello gerarchico: Dataset
Responsabile dei Metadati:
Nome Ente: PCM - Dipartimento della Protezione Civile
Ruolo: Punto di Contatto
Informazioni sul contatto:
E-mail: sisterritoriale@protezionecivile.it
Sito web: http://www.protezionecivile.gov.it
Data dei metadati: 2012-10-31
Nome dello Standard: Linee Guida RNDT
Versione dello Standard: 2.0
Sistema di Riferimento
Sistema di Riferimento: ETRS89-GRS80
Informazioni sui Dati
Identificatore: PCM:000084
Id livello superiore: PCM:000084
Descrizione: L’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, sulla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003 detta i principi generali sulla base dei quali le Regioni, a cui lo Stato ha delegato l’adozione della classificazione sismica del territorio (Decreto Legislativo n. 112 del 1998 e Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 - "Testo Unico delle Norme per l’Edilizia”), hanno compilato l’elenco dei comuni con la relativa attribuzione ad una delle quattro zone, a pericolosità decrescente, nelle quali è stato riclassificato il territorio nazionale. Zona 1 - E' la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti Zona 2 - Nei Comuni inseriti in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti Zona 3 - I Comuni inseriti in questa zona possono essere soggetti a scuotimenti modesti Zona 4 - E' la zona meno pericolosa La classificazione sismica (zona sismica di appartenenza del comune) rimane utile solo per la gestione della pianificazione e per il controllo del territorio da parte degli enti preposti (Regione, Genio civile, ecc.).
Lingua: Italiano
Set di caratteri dei Dati: UTF-8, 8-bit variable size UCS Transfer Format
:
Titolo: Classificazione sismica dei comuni italiani 2020 (RNDT-Dataset) - Versione 2.0
Data:
Data: 2020-12-01
Tipo Data: Pubblicazione
Responsabile della Risorsa:
Nome Ente: PCM - Dipartimento della Protezione Civile
Ruolo: Proprietario
Informazioni sul contatto:
E-mail: ufficio.pre@protezionecivile.it
Sito web: http://www.protezionecivile.gov.it
Punto di contatto:
Nome Ente: PCM - Dipartimento della Protezione Civile
Ruolo: Punto di Contatto
Informazioni sul contatto:
E-mail: fabrizio.bramerini@protezionecivile.it
Sito web: http://www.protezionecivile.gov.it
Formato di presentazione: tableDigital
Frequenza di aggiornamento: Non pianificato
Tipo di rappresentazione spaziale: Tabella di dati alfanumerici
Scala Equivalente: 1: 25000
Categorie tematiche ISO:
Informazioni geoscientifiche
Parole Chiave:
Parola chiave: Zone a rischio naturale
Tipo della parola chiave :
Titolo: GEMET - INSPIRE themes, version 1.0
Data:
Data: 2008-06-01
Tipo Data: Pubblicazione
Parola chiave: natural risks prevention
Parola chiave: earthquake
Parola chiave: damage prevention
Tipo della parola chiave :
Titolo: GEMET - Concepts, version 2.4
Data:
Data: 2019-01-28
Tipo Data: Pubblicazione
Parola chiave: Nazionale
Tipo della parola chiave :
Titolo: Spatial scope
Data:
Data: 2019-05-22
Tipo Data: Pubblicazione
Parola chiave: seismic zonation
Parola chiave: hazard
Parola chiave: OpenData
Localizzazione geografica:
Longitudine Ovest: 6.626640
Longitudine Est: 18.520270
Latitudine Nord: 47.091790
Latitudine Sud: 35.491560
Altri dettagli e informazioni supplementari:
http://www.protezionecivile.it/documents/20182/823803/Normativa+regionale+di+classificazione+aggiornata+a+dicembre+2020/34b5281a-a4e9-4d16-8766-7ac3010e658b

Per ridurre gli effetti del terremoto, l’azione dello Stato si è concentrata sulla classificazione del territorio, in base all’intensità e frequenza dei terremoti del passato, e sull’applicazione di speciali norme per le costruzioni nelle zone classificate sismiche. La legislazione antisismica italiana, allineata alle più moderne normative a livello internazionale prescrive norme tecniche in base alle quali un edificio debba sopportare senza gravi danni i terremoti meno forti e senza crollare i terremoti più forti, salvaguardando prima di tutto le vite umane. Sino al 2003 il territorio nazionale era classificato in tre categorie sismiche a diversa severità. I Decreti Ministeriali emanati dal Ministero dei Lavori Pubblici tra il 1981 ed il 1984 avevano classificato complessivamente 2.965 comuni italiani su di un totale di 8.102, che corrispondono al 45% della superficie del territorio nazionale, nel quale risiede il 40% della popolazione. Nel 2003 sono stati emanati i criteri di nuova classificazione sismica del territorio nazionale, basati sugli studi e le elaborazioni più recenti relative alla pericolosità sismica del territorio, ossia sull’analisi della probabilità che il territorio venga interessato in un certo intervallo di tempo (generalmente 50 anni) da un evento che superi una determinata soglia di intensità o magnitudo. A tal fine è stata pubblicata l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, sulla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003. Il provvedimento detta i principi generali sulla base dei quali le Regioni, a cui lo Stato ha delegato l’adozione della classificazione sismica del territorio (Decreto Legislativo n. 112 del 1998 e Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 - "Testo Unico delle Norme per l’Edilizia”), hanno compilato l’elenco dei comuni con la relativa attribuzione ad una delle quattro zone, a pericolosità decrescente, nelle quali è stato riclassificato il territorio nazionale. Zona 1 - E' la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti Zona 2 - Nei Comuni inseriti in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti Zona 3 - I Comuni inseriti in questa zona possono essere soggetti a scuotimenti modesti Zona 4 - E' la zona meno pericolosa Di fatto, sparisce il territorio “non classificato”, che diviene zona 4, nel quale è facoltà delle Regioni prescrivere l’obbligo della progettazione antisismica. A ciascuna zona, inoltre, viene attribuito un valore dell’azione sismica utile per la progettazione, espresso in termini di accelerazione massima su roccia (zona 1=0.35 g, zona 2=0.25 g. zona 3=0.15 g, zona 4=0.05 g). L'attuazione dell'ordinanza n.3274 del 2003 ha permesso di ridurre notevolmente la distanza fra la conoscenza scientifica consolidata e la sua traduzione in strumenti normativi e ha portato a progettare e realizzare costruzioni nuove, più sicure ed aperte all’uso di tecnologie innovative. Le novità introdotte con l’ordinanza sono state pienamente recepite e ulteriormente affinate, grazie anche agli studi svolti dai centri di competenza (Ingv, Reluis, Eucentre). Un aggiornamento dello studio di pericolosità di riferimento nazionale (Gruppo di Lavoro, 2004), previsto dall’opcm 3274/03, è stato adottato con l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3519 del 28 aprile 2006. Il nuovo studio di pericolosità, allegato all’Opcm n. 3519, ha fornito alle Regioni uno strumento aggiornato per la classificazione del proprio territorio, introducendo degli intervalli di accelerazione (ag), con probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni, da attribuire alle 4 zone sismiche. Suddivisione delle zone sismiche in relazione all’accelerazione di picco su terreno rigido (OPCM 3519/06) Zona sismica Accelerazione con probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni (ag) 1 ag >0.25 2 0.15 <ag= 0.25 3 0.05 <ag= 0.15 4 ag = 0.05 Nel rispetto degli indirizzi e criteri stabiliti a livello nazionale, alcune Regioni hanno classificato il territorio nelle quattro zone proposte, altre Regioni hanno classificato diversamente il proprio territorio, ad esempio adottando solo tre zone (zona 1, 2 e 3) e introducendo, in alcuni casi, delle sottozone per meglio adattare le norme alle caratteristiche di sismicità. Per il dettaglio e significato delle zonazioni di ciascuna Regione, si rimanda alle disposizioni normative regionali(24 Kb). Qualunque sia stata la scelta regionale, a ciascuna zona o sottozone è attribuito un valore di pericolosità di base, espressa in termini di accelerazione massima su suolo rigido (ag). Tale valore di pericolosità di base non ha però influenza sulla progettazione. Le attuali Norme Tecniche per le Costruzioni (Decreto Ministeriale del 14 gennaio 2008), infatti, hanno modificato il ruolo che la classificazione sismica aveva ai fini progettuali: per ciascuna zona – e quindi territorio comunale – precedentemente veniva fornito un valore di accelerazione di picco e quindi di spettro di risposta elastico da utilizzare per il calcolo delle azioni sismiche. Dal 1 luglio 2009 con l’entrata in vigore delle Norme Tecniche per le Costruzioni del 2008, per ogni costruzione ci si deve riferire ad una accelerazione di riferimento “propria” individuata sulla base delle coordinate geografiche dell’area di progetto e in funzione della vita nominale dell’opera. Un valore di pericolosità di base, dunque, definito per ogni punto del territorio nazionale, su una maglia quadrata di 5 km di lato, indipendentemente dai confini amministrativi comunali. La classificazione sismica (zona sismica di appartenenza del comune) rimane utile solo per la gestione della pianificazione e per il controllo del territorio da parte degli enti preposti (Regione, Genio civile, ecc.).
Vincoli Legali:
Vincoli di accesso:
Altri vincoli:
Vincoli Legali:
Vincoli di fruibilità: Altri vincoli
Altri vincoli: CC-BY 4.0
Distribuzione
Formato di Distribuzione:
Nome formato: csv
Versione formato: 2003
Risorsa on-line:
URL: http://www.protezionecivile.it/attivita-rischi/rischio-sismico/attivita/classificazione-sismica
Risorsa on-line:
URL: http://www.protezionecivile.it/documents/20182/0/classificazione+csv/ea9fbc79-1401-46aa-9fd4-fd2ffc515f37
Distributore:
Contatto del Distributore:
Nome Ente: PCM - Dipartimento della Protezione Civile
Ruolo: Distributore
Informazioni sul contatto:
E-mail: redazione@protezionecivile.it
Sito web: http://www.protezionecivile.gov.it
Qualità
Livello di Qualità: Dataset
Conformità (INSPIRE):
Grado di Conformità: Non valutato
Descrizione: Fare riferimento alle specifiche indicate
Conformità (INSPIRE):
Titolo: REGOLAMENTO (UE) N. 1089/2010 DELLA COMMISSIONE del 23 novembre 2010 recante attuazione della direttiva 2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'interoperabilità dei set di dati territoriali e dei servizi di dati territoriali
Data:
Data: 2010-12-08
Tipo Data: Pubblicazione
Accuratezza posizionale:
Accuratezza posizionale - Unità di misura: m 5 m
Genealogia: Dal punto di vista dei dati: ad ogni comune ISTAT viene associato il valore di classificazione assegnato da ciascuna Regione. I comuni ISTAT sono aggiornati al 01-01-2020. I dati geografici utilizzati per produrre la mappa sono quelli delle basi territoriali fornite dall'ISTAT, versione non generalizzata. I dati sono stati riproiettati nel sistema di riferimento ETRF89 utilizzando le griglie di trasformazione fornite dall'IGM.